La fotografia paesaggistica è un genere fotografico che ritrae il paesaggio naturale o urbano. Forse il genere più frequentato sia dai fotografi amatoriali che professionisti. All'apparenza banale richiede impegno e conoscenze per ottenere risultati apprezzabili. Spesso uno splendido paesaggio diviene un comune ricordo di viaggio se non si pone la dovuta attenzione alla composizione e, soprattutto, all'esposizione per rendere al meglio l'atmosfera del paesaggio.Storia Le prime fotografie di paesaggio si limitarono a ritrarre vedute delle città oppure luoghi intorno allo studio a causa della necessità di lunghi tempi di esposizione. I successivi progressi tecnici permisero la portabilità della camera oscura e quindi consentirono a squadre di esploratori e archeologi di sostituire il blocco da disegno con l'ancóra ingombrante macchina fotografica. Tra i primi praticanti di questo genere compaiono l'inventore della calotipia, William Talbot e David Octavius Hill, che già dal 1842 produssero vedute di paesaggi rurali e urbani. Nel 1846 Hill pubblicò il volume "A series of calotype views of St Andrews", contenente 22 calotipie della cattedrale di St. Andrews. Nel 1840 vennero pubblicate a Parigi le incisioni di dagherrotipi prodotti in Grecia, Egitto, Medio Oriente, sotto il nome di "Excursions daguerriennes". Aiutata dai movimenti del romanticismo e del neoclassicismo, la fotografia paesaggistica acquisì dimensione e si separò dalla fotografia documentale o reportage, trasformandosi in seguito nel pittorialismo e, contrapposta a quest'ultimo, nella fotografia diretta del gruppo f/64 e di Alfred Stieglitz.